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Figura necessaria fin dal primo incontro nella mediazione civile obbligatoria, reintrodotta con il decreto "del fare", è quella dell'avvocato che diviene mediatore di diritto.

Mediazione civile obbligatoria esclusa per i sinistri stradali

Dalle liti condominiali, alle successioni, ai risarcimenti per danni medici ai contratti assicurativi, bancari e finanziari, il decreto “del fare” reintroduce la mediazione obbligatoria per molti contenziosi civili, ad esclusione del settore assicurativo, quindi le cause per i risarcimenti da incidenti stradali.

Mediazione obbligatoria: la figura dell’avvocato

La figura dell’avvocato nella mediazione civile diventa essenziale con le modifiche previste al D.L. n. 69 del 2013 visto che si prevede la sua assistenza sin dal primo incontro e per tutta la procedura. Inoltre, sempre gli avvocati certificano la conformità alle norme imperative e all’ordine pubblico dell’accordo conciliativo che può trasformarsi in titolo esecutivo, altrimenti senza la sottoscrizione degli avvocati è necessaria l’omologazione del presidente del tribunale .

Avvocati come mediatori di diritto

Gli avvocati, secondo quanto previsto già nel testo originario del decreto “del fare”, sono mediatori di diritto e viene introdotto comunque un obbligo di formazione e di aggiornamento, anche in coerenza con il Codice deontologico forense, per i legali che si iscriveranno agli organismi di mediazione.

Avvocati vs mediatori: reazioni a confronto

Una soddisfazione enorme per gli avvocati visto che gli emendamenti previsti al D.L. n. 69 del 2013 accolgono in gran parte le richieste avanzate dal Consiglio Nazionale Forense in tema di mediazione, mentre dall’altra parte i mediatori non sono certamente contenti. “Avranno effetti distorsivi sul sistema” – dice il presidente di Assoconciliatori – “le modifiche previste all’istituto della mediazione e il rischio  concreto  è che il meccanismo allontani i cittadini dalla mediazione, anziché spingerli. Sarebbe meglio puntare su incentivi per rendere più appetibile la ricerca di un accordo. Se la situazione resterà questa dovremo pensare a camere di conciliazione libere, fuori dal sistema del Dlgs 28”.